BALCANI, A SKOPJE PASSI IN AVANTI SU SVILUPPO E INTEGRAZIONE UE

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 23/01/2024

L’attuazione del piano economico del valore di sei miliardi di euro, presentato dalla Commissione europea nel novembre scorso, è condizionata all’implementazione delle riforme e alla cooperazione reciproca dei Paesi della regione

Il vertice sul Piano di crescita dell’Unione europea dedicato ai Balcani occidentali svoltosi a Skopje si è concluso nel segno dell’ottimismo e con l’adozione di una dichiarazione congiunta tra i leader presenti. L’attuazione del piano economico del valore di sei miliardi di euro, presentato dalla Commissione europea nel novembre scorso, è condizionata all’implementazione delle riforme e alla cooperazione reciproca dei Paesi della regione. L’obiettivo è rendere funzionale il mercato comune dei Balcani occidentali, che avranno accesso al mercato europeo ancor prima che tali nazioni diventino membri a pieno titolo dell’Ue, e portarne alcuni vantaggi: stimolare la crescita economica, accelerare la necessaria convergenza socio-economica, consentire ai partner di intensificare le riforme e gli investimenti per accelerare in modo significativo la velocità del processo di allargamento. Il piano si compone di quattro pilastri.

Lo scopo del primo è promuovere l’integrazione nel mercato unico europeo, il secondo pilastro rappresenta una più stretta cooperazione economica nella regione, il terzo vincola all’attuazione delle riforme e del quarto fanno parte le risorse finanziarie dell’Ue per investimenti e riforme. “Il piano di crescita è la conferma politica da parte dell’Ue del fatto che dispone di un piano concreto per un’efficace integrazione europea dei Balcani occidentali”, ha detto il padrone di casa, il premier macedone Dimitar Kovacevski nella conferenza stampa di fine vertice. Lo stesso Kovacevski ha sottolineato che il documento “è stato adottato dai leader dei Paesi della regione”, i quali vedono in esso “un messaggio chiaro a sostegno di un’efficace integrazione dei Balcani occidentali nell’Ue”. “Oggi (ieri, ndr) durante l’incontro abbiamo adottato una dichiarazione congiunta con la quale noi, come leader dei Balcani occidentali, ci impegniamo a sviluppare i nostri Paesi secondo gli standard europei”, ha sottolineato il leader macedone.

“Nella dichiarazione congiunta abbiamo sottolineato la grande importanza della cooperazione tra tutti noi nella regione, come alleanza strategica al fine di raggiungere il nostro obiettivo individuale e allo stesso tempo un obiettivo comune, l’adesione all’Ue”, ha aggiunto. “Il piano di crescita per i Balcani occidentali”, ha affermato il premier macedone, “è riconosciuto da tutti come un’eccellente opportunità per accedere al mercato unico europeo. Con la sua realizzazione, che dipende anche dall’Ue ma soprattutto da noi, i Paesi dei Balcani occidentali dovrebbero raddoppiare il loro Pil pro capite, passando cioè da una media di 6 mila euro pro capite nella regione a un media di 12 mila euro pro capite nei prossimi dieci anni”, ha sostenuto lo stesso Kovacevski, il quale ha rimarcato che il documento “svolge anche un ruolo chiave nello sbloccare il potenziale economico della regione, aprendo le porte alle aziende e ai lavoratori locali e rendendo la regione più attraente per gli investitori europei”.

Tra i leader dei Paesi dei Balcani occidentali presenti, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha menzionato l’importanza della creazione di “corsie verdi” che permettano di scavalcare gli ostacoli derivanti dai controlli doganali tra i Paesi. “Per noi le corsie verdi sono più importanti dell’Area unica dei pagamenti in euro (Sepa), anch’essa senza dubbio rilevante. Non ignoro né sottovaluto l’importanza della Sepa, ma per noi le corsie verdi sono fondamentali per la creazione di un ambiente imprenditoriale migliore, per la nostra popolazione ma anche per tutti coloro che vorranno investire in questa regione”, ha affermato il capo dello Stato serbo, secondo cui è necessario allineare le misure economiche e le politiche dei sussidi tra i vari Stati “prima dell’ingresso” della regione nell’Unione europea. Il presidente serbo ha quindi affermato che la Serbia potrebbe ricevere “già a maggio o all’inizio di giugno” i primi fondi del Piano di crescita economica.

“Se riusciamo a formare il governo entro il 15 marzo e approviamo alcune leggi importanti entro la fine di marzo, il primo stanziamento di questi soldi da parte dell’Ue potrebbe avvenire già a maggio o all’inizio di giugno”, ha dichiarato Vucic. L’importanza del mercato unico regionale e della cooperazione è stata sottolineata anche dal direttore generale per i negoziati di vicinato e allargamento presso la Commissione europea Gert Koopman, presente al vertice. “Si tratta di un aspetto molto importante perché senza l’integrazione regionale semplicemente non è possibile sfruttare appieno il nostro mercato unico. Pertanto, una condizione in questa parte del piano di crescita è che non si blocchino i propri vicini. Se blocchi i tuoi vicini, puoi bloccare te stesso”, ha sottolineato. A tal proposito il premier kosovaro Albin Kurti ha affermato che per raggiungere l’integrazione economica della regione e il riavvicinamento dei cittadini “è necessario fermare le minacce alla sicurezza” e che la chiave “è la normalizzazione delle relazioni basate sul riconoscimento reciproco”.

“Una più profonda integrazione e una maggiore circolazione di beni e persone richiedono fiducia reciproca e relazioni normali tra i nostri Paesi, istituzioni e persone”, ha affermato Kurti. Il premier albanese Edi Rama prima del vertice aveva richiamato da parte sua l’Unione europea a essere “più seria” nell’affrontare il processo di adesione dei Balcani occidentali. “Voglio sottolineare una questione. Immaginate in quale posizione migliore ci troveremmo se l’Ue fosse più seria riguardo all’integrazione della regione e ai problemi reali”, ha dichiarato Rama. “Bisogna dimenticare di che colore è la bandiera dei nostri Paesi. La bandiera più importante dovrebbe essere quella dell’Ue”, ha aggiunto il primo ministro di Tirana. A margine del vertice sono stati inoltre firmati due protocolli nell’ambito dell’iniziativa Open Balkan, i quali consentiranno la creazione di un mercato del lavoro libero tra i Paesi appartenenti alla stessa iniziativa cioé Serbia, Macedonia del Nord e Albania.

I protocolli riguardano l’attuazione dell’accordo sulle condizioni per il libero accesso al mercato del lavoro nei Balcani occidentali e il protocollo sul collegamento del sistema di identificazione elettronica per i cittadini dei Balcani occidentali. L’area degli Open Balkan è una zona economica e politica tra Serbia, Albania e Macedonia del Nord, fondata il 29 luglio 2021. Con l’istituzione della zona, tutti e tre gli Stati membri mirano ad aumentare il commercio e la cooperazione, nonché a migliorare le relazioni bilaterali.