ISRAELE, IL MINISTRO DELLA DIFESA:PRESTO L’ORDINE DI ENTRARE A GAZA

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 20/10/2023

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno identificato finora 203 ostaggi nelle mani del movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza, inviandone notifica alle rispettive famiglie. Il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, ha precisato che il numero di ostaggi non è definitivo e che ad alcune famiglie è stato comunicato che i militari israeliani “sospettano con un elevato margine di certezza” che i loro cari siano ostaggi di Hamas.

Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha detto alle truppe schierate al confine con la Striscia di Gaza che presto arriverà l’ordine di entrare nel territorio controllato da Hamas. “Ora vedi Gaza da lontano, presto la vedrai dall’interno”, ha dichiarato Gallant alle truppe della Brigata Givati, precisando che “l’ordine arriverà”. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno identificato finora 203 ostaggi nelle mani del movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza, inviandone notifica alle rispettive famiglie. Il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, ha precisato che il numero di ostaggi non è definitivo e che ad alcune famiglie è stato comunicato che i militari israeliani “sospettano con un elevato margine di certezza” che i loro cari siano ostaggi di Hamas.

L’organizzazione terroristica ha invitato nel frattempo “arabi, palestinesi, le persone libere del mondo e i sostenitori della causa” a scendere in piazza domani, 20 ottobre, e domenica 22 ottobre “alla luce della guerra genocida e degli orribili massacri commessi dall’occupazione e dal suo governo fascista contro il nostro popolo palestinese”. Lo riferisce un comunicato stampa di Hamas diffuso sui canali Telegram. Sul campo l’esercito israeliano, intanto, si sta preparando per dare il via all’operazione di terra a Gaza. L’emittente “Israeli Broadcasting Corporation” ha spiegato che le forze di difesa hanno completato tutti i preparativi per l’invasione dell’exclave palestinese. Continua ad aggravarsi il bilancio dei raid israeliani su Gaza. Almeno 3.478 palestinesi sono stati uccisi da quando sono iniziati i combattimenti lo scorso 7 ottobre.

Secondo il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, Ashraf al Qudra, altri 12.065 palestinesi sono rimasti feriti. Il 70 per cento delle vittime sono donne, bambini e anziani, mentre risultano disperse altre 1.300 persone, tra cui 600 bambini. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha comunque assicurato che le autorità egiziane hanno acconsentito ad aprire il valico di Rafah, facendo passare una prima tornata di 20 camion carichi di aiuti umanitari per la popolazione civile nella striscia di Gaza. Si combatte anche in Cisgiordania dove nelle ultime dodici ore almeno sette persone sono morte nel corso degli scontri tra gruppi di giovani palestinesi e le Forze di difesa israeliane, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa palestinese “Wafa”. Inoltre, il campo profughi di Nour Shams, a Tulkarm, è stato dichiarato dalle Idf “zona militare chiusa” fino a nuovo ordine. La decisione giunge dopo gli scontri esplosi nella notte tra gruppi di giovani palestinesi e Idf, nel corso dei quali un adolescente di 16 anni, Taha Mahameed, è morto a causa delle ferite d’arma da fuoco riportate. Sul fronte nord le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito ieri un sito di osservazione dal quale il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah lanciava razzi anticarro teleguidati, nei pressi della città di Rosh Hanikra.

Le Idf hanno aggiunto di aver colpito diverse postazioni di Hezbollah nell’area a ridosso della Linea blu, che segna il confine di fatto con il Libano. Tali operazioni, hanno spiegato le Idf, sono state lanciate in risposta al lancio di razzi da parte del movimento sciita verso il nord di Israele e verso varie postazioni militari israeliane lungo il confine. Negli ultimi giorni, infatti, l’area sta assistendo a un inasprimento delle tensioni, che suscita timori riguardo un possibile allargamento del conflitto tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas all’intero Medio Oriente. Dal 7 ottobre, data dell’inizio degli attacchi di Hamas contro Israele (operazione denominata dallo stesso movimento “Alluvione di Al Aqsa”), dal lato libanese sono morte almeno 20 persone nelle aree vicine alla Linea blu (di cui due civili e un giornalista dell’agenzia di stampa “Reuters”), mentre dal lato israeliano le vittime sono tre. L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avrebbe chiesto in via riservata a Israele di non avviare una campagna militare contro il “Partito di Dio”, nel tentativo di evitare che l’attuale conflitto contro il movimento palestinese Hamas si estenda oltre Gaza.