L’intesa per lo sminamento tra Turchia, Romania e Bulgaria rafforza la sicurezza

Pubblicato da Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia – 12/01/2023

RIFLETTORI PUNTATI SULLA STABILITÀ DELL’AREA DEL MAR NERO

La guerra in Ucraina ha acceso i riflettori sulla stabilità dell’area del Mar Nero, e le operazioni militari condotte dalla Russia hanno reso cruciale la messa in sicurezza delle acque regionali da parte dei Paesi rivieraschi, in particolare quelli che fanno parte della Nato. In questo contesto va letta la firma di un accordo tra Turchia, Romania e Bulgaria per un piano congiunto di sminamento del Mar Nero. Il ministro della Difesa turco Yasar Guler, l’omologo romeno Angel Tilvar e il viceministro bulgaro Atanas Zapryanov hanno siglato oggi a Istanbul un memorandum di intesa che impegna le tre nazioni a formare un’iniziativa trilaterale per la campagna di sminamento.

Guler ha rilevato come la minaccia derivante dalle mine navali sia decisamente aumentata dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, motivo per cui le nazioni dell’Alleanza atlantica hanno deciso di creare un gruppo di lavoro sul tema. Turchia, Romania e Bulgaria invieranno tre dragamine e una nave di comando,mentre gli alti ufficiali dei tre Paesi formeranno una commissione per la conduzione dell’operazione. Dopo l’intesa siglata in data odierna a Istanbul sarà necessario un processo lungo mesi per avviare le operazioni del gruppo di sminamento. Sul piano tecnico, le attività del Mine Countermeasures Naval Group nel Mar Nero (Mcm Black Sea) saranno guidate da una struttura operativa con un comando a rotazione su base semestrale, che “garantirà un livello continuo di vigilanza, contribuendo al rafforzamento della deterrenza e della posizione di difesa alleata sul suo Fianco Orientale”, secondo un comunicato del ministero della Difesa romeno.

La Turchia è stata la prima a proporre quest’attività congiunta già nella scorsa estate. L’iniziativa, come ha spiegato Guler, potrebbe essere aperta anche ad altri partner del Mar Nero, una volta che la guerra in Ucraina sarà conclusa. Di conseguenza, per il momento solo le tre nazioni appartenenti alla Nato si occuperanno delle attività di sminamento. In precedenza il dicastero della Difesa bulgaro aveva segnalato la disponibilità di Sofia, Ankara e Bucarest alla possibilità di allargare l’operazione di sminamento ad altri Paesi, purché membri della Nato. Secondo quanto riferito dalle autorità della Bulgaria, le attività del gruppo non saranno in ogni caso dirette “contro altri Paesi”, ma anzi il lavoro della task force “andrà a migliorare le relazioni di buon vicinato tra i partecipanti”.

La settimana scorsa le autorità turche hanno rifiutato l’ingresso nel Mar Nero a due dragamine donate all’Ucraina dal Regno Unito, citando la Convenzione di Montreaux, risalente al 1936, come ragione per la decisione: il trattato internazionale riguarda il passaggio di navi attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli in tempo di guerra. Per il ministro turco Guler, l’attuazione della Convenzione di Montreaux è importante permantenere la sicurezza regionale, in un contesto in cui le attività di navigazione nel Mar Nero hanno pesantemente risentito delle ostilità in Ucraina. Oltre al blocco delle esportazioni di grano, parzialmente risolto per un limitato periodo di tempo grazie proprio all’accordo mediato da Ankara, sono minacciate anche altre attività commerciali, in un’area importante non solo per gli Stati rivieraschi ma anche per quelli che si affacciano sul Danubio. A fine dicembre una nave mercantile greca, battente bandiera panamense, è stata urtata da una mina russa; a causa dell’incidente è divampato un incendio che ha ferito due marinai. In questa fase, inoltre, la questione della sicurezza della navigazione è un tema al centro dell’attenzione globale, a causa degli attacchi del gruppo yemenita degli Huthi al traffico commerciale nel Mar Rosso.